Programma e Abstract Sabato

SABATO 04/04/2020

Sala 1 Workshop “GNATO POSTUROLOGIA”
(consigliato a odontoiatri e odontotecnici)

09.00 –10.00 Dr. Andrea Papini
Masticazione monolaterale fissa e lateralità retrusiva dall’arco gotico deformato alla retrusione condilare

Le moderne scuole di occlusione possono avere diverse posizioni accettando o rifiutando diversi princìpi, ma le loro teorie sono basate in parte concetti occlusali elaborati in passato; questo lavoro si basa sullo studio del movimento di lateralità sul piano orizzontale prendendo in esame due concetti funzionali del passato ed accettati da tutte le scuole gnatologiche: l’arco gotico che descrive le traiettorie limite del punto interincisivo ed il triangolo di Bonwill che unisce il punto interincisivo ai due punti condilari.
Nei pazienti disfunzionali l’analisi dei movimenti di lateralità sul piano orizzontale spesso mostra come sul piano frontale una ripida fase di entrata di un ciclo masticatorio (Angolo Funzionale Masticatorio o AFMP) ripido si associ sul piano orizzontale ad un Angolo Funzionale Masticatorio Orizzontale (AFMP) retrusivo  con  una deformazione dell’arco gotico ed uno spostamento posteriore dei vertici del triangolo di Bonwill, ed una possibile compressione dei tessuti retrodiscali fisiologicamente inadatti a sopportare i carichi compressivi.  
I tracciati kinesiografici dei movimenti di lateralità associati alla valutazione assiografica dei punti condilari, evidenzia come la correzione della eccessiva ripidità dell’AFMP, tenda a ridurre la traiettoria posteriore dell’AFMO, la conseguente deformazione dell’arco gotico, riducendo anche l’eventuale compressione dei tessuti retrodiscali.

10.00 –11.00 Dr. Piero Silvestrini Biavati
Correlazioni gnato oculo posturali

Il sistema posturale intrinsecamente vive di adattamenti. Ad ogni variazione si oppone immediatamente un adattamento funzionale. A questa regola non sfugge il sistema testa collo, che, per di più, è collocato in cima al nostro corpo, nella zona più distante dal suolo, con il capo che è la parte corporea con il più alto peso specifico. Questo determina una maggiore sensibilità per il sistema equilibrio, in quanto, piccole variazioni, si ripercuotono amplificate su tutto il sistema.
Semplificando possiamo quindi affermare che ogni variazione posturale del capo influenza comunque il nostro baricentro e di conseguenza innesca strategie mirate al mantenimento di un assetto “possibile”
Ma cosa può modificare la postura del capo? Innumerevoli fattori compartecipano, dall’udito, al tipo di respirazione, di deglutizione, fino alla posizione mandibolare e ai problemi di visione.
In questo ambito ci occuperemo di questi ultimi due fattori, che, spesso sono interdipendenti.
Le cause scatenati più importanti e più frequenti sono la deviazione mandibolare e le forie oculari.
Chiunque si interessi un minimo di postura, avrà notato che molto frequentemente, una deviazione mandibolare si associa a un capo flesso e una spalla più alta dallo stesso lato.
Chi, invece, è andato più in profondità e analizza il sistema visione, avrà notato che esiste, nelle forie e strabismi, il torcicollo oculare, ovvero una flesso-rotazione del capo indotta nel tentativo adattativo di permettere la fusione binoculare.
Ecco quindi che i due sistemi generano adattamenti posturali che possono diventare anche importanti.
Se un bambino ha un torcicollo oculare, adatterà nello sviluppo la sua occlusione alla posizione del capo deviato.
Per contro una malocclusione, adatterà la posizione oculare alla posizione inclinata del capo, generando una foria compensativa.

11.30 – 12.30 Dr. Davide Di Gregorio
La masticazione come terapia odontoiatrica pluridisciplinare

La conoscenza e l’impiego degli studi di Posselt, Thielemann e Planas sulla cinematica mandibolare e sulla biomeccanica della masticazione permettono di comprendere come spesso nella pratica clinica quotidiana uno squilibrio occlusale e una distribuzione asimmetrica e irregolare dei carichi in deglutizione e masticazione possano avere un ruolo maggiore nei più comuni problemi protesici, ortodontici e parodontali. Attraverso l’impiego di casi clinici esemplificativi ortodontici, protesici e parodontali vengono illustrati gli aspetti salienti delle leggi di Planas e della diagonale di Thielemann da usare stabilmente nella terapia odontoiatrica; il riequilibrio occlusale e l’inversione del lato di masticazione prevalente rappresentano nei fatti strumenti aggiuntivi da affiancare ai mezzi già a nostra disposizione per prevenire e trattare fratture e svitamenti in protesi, migrazioni e movimenti dentali indesiderati in ortodonzia, malattia parodontale localizzata, recessioni gengivali e abfractions in parodontologia.

12.30 – 13.30 Dr. Maurizio Giacomello
L’uso dei concentrati piastrinici (PRGF) nel trattamento delle patologie dell’ATM

La causa della patologia disfunzionale dell’ATM è spesso multifattoriale e, sebbene in letteratura non ci sia una uniformità di vedute, un fattore etiologico fondamentale sono le malocclusioni, in particolare se associate a scarsa stabilità occlusale. L’assenza di un adeguato trattamento in questa fase (prettamente disfunzionale) determina nel tempo una progressiva degenerazione delle strutture articolari conseguenti alla flogosi intraarticolare, cui si associa la comparsa di dolore e peggioramento funzionale. In queste condizioni il quadro degenerativo che ne deriva richiede trattamenti terapeutici spesso invasivi che possono culminare nella chirurgia articolare a cielo aperto. Scopo della relazione è evidenziare l’utilità dell’impiego della tecnica infiltrativa dell’ATM con concentrati piastrinici (PRGF-Endoret) al fine di risolvere la flogosi e il dolore articolare, migliorando la mobilità mandibolare e garantendo il ripristino della funzione masticatoria senza ricorrere a trattamenti maggiormente invasivi e socialmente molto più dispendiosi.


Sala 2 Workshop “ORTODONZIA E LOGOPEDIA: FUTURO DELL’ORTODONZIA”  
(consigliato a odontoiatri, orl, logopedisti, igieniste)

09.00 –10.00 Dr.ssa Barbara Barbierato
Fonoarticolazione, occlusione e futuro dell’ortodonzia: curare i disturbi della parola

La peculiare natura comunicativa dell’essere umano e il rinforzo da parte del feedback acustico rende la parola (o fonoarticolazione o speech) il vero leader tra le funzioni orali.
A causa della sua intrinseca complessità e del suo interfacciarsi sia con funzioni superiori di tipo cognitivo (linguaggio e pensiero) sia con funzioni inferiori di tipo somatico (voce), la fisiologia dello speech non è ancora stata completamente compresa e molti disturbi della sfera linguistica sono ancora considerati a patogenesi ignota e quindi incurabili.
Se si analizza la questione da un punto di vista odontoiatrico appare evidente che gli scienziati e i clinici coinvolti nello studio e nel trattamento di tali disturbi si sono finora “dimenticati” di considerare la funzione propriocettiva dei denti e degli altri organi articolatori scheletrici nella produzione verbale, ignorando così il possibile ruolo della malocclusione come co-fattore nella patogenesi dei disturbi disfunzionali della parola, del linguaggio e della voce.
La malocclusione è una condizione caratterizzata da restrizioni biomeccaniche alla libertà di movimento degli organi articolatori mobili, lingua e mandibola in primis; tali restrizioni generano inputs propriocettivi capaci di condizionare l’output motorio della funzione fonoarticolatoria, oltre che delle altre funzioni orali somatiche.
In questa prospettiva, la correzione della malocclusione in accordo con la fisiologia fonoarticolatoria appare un passo indispensabile per un’auspicata terapia causale dei disturbi disfunzionali dello speech, del linguaggio e della voce.
Grazie a questa visione, e alla sua integrazione con le filosofie ortodontiche e ortopediche di Fränkel, Planas e Sato, è stato concepito il nuovo apparecchio super-funzionale FBI. Tale apparecchio intercetta nel paziente in crescita qualsiasi malocclusione scheletrica correggendola nei tre piani dello spazio (frontale, verticale e sagittale), riabilita automaticamente la postura linguale, la deglutizione e la respirazione, e risolve in modo causale e predicibile i disturbi articolatori del linguaggio.

10.00 –11.00 Dr.ssa Elisabetta Sartori
Riabilitazione della respirazione e trattamento Anelys

La respirazione nasale è la respirazione fisiologica, quella che permette un’adeguata ossigenazione e una crescita armonica di tutte le strutture del massiccio facciale. Sempre più spesso, però, ci troviamo di fronte a persone che respirano costantemente con la bocca. Le conseguenze negative sono importanti: disturbi del sonno, dell’umore, dell’attenzione, della memoria e del linguaggio (nei piccoli), oltre ad un aumento estremamente significativo delle malattie respiratorie. Si aggiunga l’impossibilità di masticare correttamente, dovendo utilizzare la stessa via anche per respirare.
Nel corso di questo intervento verrà portato all’attenzione dei partecipanti il trattamento Anelys, metodica semplice ed efficace per prevenire/limitare i problemi di respirazione.

11.30 – 12.30 Dr.ssa Luigia Ricci
Deglutizione disfunzionale e disprassia: il metodo MIR (Metodo Integrato Ricci)

La terapia miofunzionale (TMF) è intesa come un processo di cura il cui obiettivo principale è riequilibrare le disfunzioni del complesso oro-facciale.
Tra queste funzioni, una su tutte è la deglutizione, intesa come “atto motorio complesso” e quindi una “prassia”. Per definizione, “la Prassia è una funzione cognitiva adattiva e si sviluppa attraverso l’interazione e integrazione di più sistemi: cognitivo e metacognitivo, socio-ambientale, emotivo, percettivo, motorio” (Sabbadini G., 1995) tenendo conto dell’importanza, in particolare, dell’attivazione dei processi di controllo.
Secondo questo approccio, la disprassia va intesa come “disturbo dell’esecuzione di un gesto o azione intenzionale”, ovvero come difficoltà a “rappresentarsi, programmare, coordinare ed eseguire atti motori in serie, deputati e finalizzati a un preciso scopo e obiettivo”.
Ne deriva che, nella deglutizione deviata, lo schema deglutitorio è alterato nella sua cinetica, tanto da essere considerato appunto disfunzionale, ovvero non è avvenuta l’acquisizione del modello prassico corretto e pertanto si può parlare di esiti disprattici nella motricità oro-facciale.
Vedremo in quali particolari casi di malocclusione intercettare il disturbo prassico e come poter definire uno specifico trattamento miofunzionale secondo il modello MIR© (Metodo Integrato Ricci), un nuovo approccio metodologico basato su un training delle “funzioni esecutive di controllo” e dei “gesti motori” finalizzato all’automatizzazione precoce della corretta funzione neuromuscolare.
Partendo dunque dal ruolo centrale del logopedista, figura specializzata nell’intercettare eventuali squilibri orofacciali, alla base della deglutizione disfunzionale, si discuteranno i diversi punti:
Segni e sintomi dello SMOF (squilibrio muscolare orofacciale);
La deglutizione deviata come difficoltà di coordinazione di più atti motori;
Esecuzione di un trattamento riabilitativo specifico: Il metodo M.I.R.

12.30 – 13.30 Dr. Leonardo Bergo
Lo squilibrio muscolo-oro-facciale: il punto di vista dell’ortognatodontista

Lo Squilibrio Muscolo Oro-Facciale (SMOF) se non diagnosticato e successivamente trattato adeguatamente, diventa un fattore di forte rischio di recidiva nei pazienti ortognatodontici; in alcuni casi non consente neppure di arrivare a un buon risultato ortodontico.  
La stretta collaborazione tra odontoiatra e   logopedista - terapista miofunzionale è quindi necessaria per trattare correttamente tutti questi pazienti.


Sala 3 Workshop “ODONTOIATRIA NATURALE”
(consigliato a odontoiatri, odontotecnici, terapisti, osteopati)
  
09.00 –11.00 Dr. Luca Bastianello e Odt. Nicola Lambini
Slow Orthodontics: tra forma e funzione

“Slow Orthodontics”, mutuato dall’inglese, riprende il concetto più generale della “Slow Medicine”, un movimento che fortunatamente si sta diffondendo anche in Italia, che promuove una medicina più “sobria, rispettosa e giusta”, contrapposta a quella attuale, eccessivamente settorializzata, tecnicizzata e sottoposta alle leggi dell’industria farmaceutica, che ha perso di vista l’essere umano nella sua unicità e globalità.
Nella pratica quotidiana è evidente che  la diagnosi e gli obbiettivi di un trattamento ortodontico classico ha pressoché delle finalità quasi esclusivamente estetiche contrapponendosi a una terapia eziolo­gica e funzionalista, ritenuta più complessa e scarsamente prevedibile che prende come riferimento l'architettura del cranio, lo stato dei tessuti molli periorali, lo stato psicofisico generale del paziente, contemplando nella terapia la collaborazione di altre figure sanitarie complementari all'odontoiatra come l'osteopata, l'optometrista, la logopedista, il nutrizionista, ecc.                               Nei casi ortodontici che analizzeremo abbiamo utilizzato gli attivatori plurifunzionali, gli attivatori R.E.A. e la metodica A.L.F. system e capiremo come vengono concepiti, creati e utilizzati.

11.30 – 12.30 Dr. Denis Poletto
L’ATM punto di riunione dei principali meridiani nell’agopuntura

12.30 – 13.30 Dr. Fabio Fontana
La nanotecnologia nella rimodulazione neuro-muscolare

Un nuovo punto di vista sull’interazione tra biofisica, sistema neuro-muscolare dell'ATM e apparati connessi.
Grazie allo sviluppo delle nanotecnologie è possibile interagire in modo continuativo nel trattamento dei recettori per ottenere e conservare nel lungo termine i risultati, migliorando la comunicazione tra SNC e propriocettori.  


Sala 4 Workshop “BIOMECCANICA CRANIO CERVICALE SECONDO IL PROF. ROCABADO”
(consigliato a odontoiatri, osteopati, fisioterapisti, fisiatri, ortopedici)
  
09.00 –13.30 Dr.ssa Paola Orelli e Dr. Marco De Carolis
L’influenza dei disturbi temporo mandibolari sulla dinamica cranio-vertebrale: Approccio multidisciplinare dalla diagnosi alla terapia.

Il corso nasce per rispondere al costante aumento di pazienti affetti da patologie disfunzionali del distretto cranio-cervico-mandibolare e dal riconoscimento delle connessioni eziopatogenetiche tra queste regioni, unifica le diverse discipline medico chirurgiche odontoiatriche e fisioterapiche con un'ottica multidisciplinare e un approccio scientificamente valido ed ottimale per una nuova chiave di lettura e una nuova visione della moderna gnatologia nella patologia dell’ATM.


Sala 5 Workshop “EARLY ORTHOPEDIC TREATMENT THE ART TO TREAT CHILD BEFORE THE AGE OF 6”
(consigliato a odontoiatri, odontotecnici)
  
09.00 –13.30 Dr.ssa M.J Deshayes e Odt. Sandro Tassarelli
Early orthopedic treatment: from diagnosis to therapy