Programma e Abstract Giovedì

GIOVEDÌ 02/04/2020

12.30 – 13.00 Registrazione partecipanti



13.00 – 18.30 Dr. Angelo Confaloni / Dr. Gorini Simone.
RNO: Paradigmi rivisitati del piano occlusale statico e dinamico per garantire la corretta postura cranio mandibolare. L'equilibrio occlusale unico comun denominatore nella terapia intercettiva e nella riabilitazione protesica complessa!

Le tre componenti del sistema stomatognatico  sono fisiologicamente predisposte ad aumentare nel tempo la loro sincronia funzionale e a modificare la loro struttura in modo adeguato, con la finalità’ di eseguire al meglio l’espletamento della funzione masticatoria per la quale il sistema è stato progettato e con l’obiettivo biologico di raggiungere un buon equilibrio morfo-funzionale secondo i criteri del minimo consumo energetico ( economia ), del minimo sovraccarico delle strutture interessate (ergonomia) e in assenza di dolore (confort).
Quanto più le dinamiche funzionali sono aperte con cicli masticatori ampi e alternati su entrambi i lati, tanto maggiore sarà l’efficienza masticatoria e la capacità’ di triturare gli alimenti.
In natura la presenza di una fisiologica masticazione di questo tipo e l’utilizzo di cibi meno raffinati (che implicano un maggior impegno muscolare) permettono alle diverse determinanti dell’occlusione di modificare la loro forma (processo di usura dentale, maturazione del piano occlusale e rimodellamento articolare) in maniera sinergica rispetto alle dinamiche funzionali.
Il processo di usura riduce il rischio di precontatti e di interferenze, la maturazione del piano occlusale implica una sua disposizione tridimensionale in accordo con i tragitti neuro -muscolari senza interferire con essi e il rimodellamento articolare consente alle eminenze di accompagnare i movimenti a forte componente traslatoria (protrusivi, latero-protrusivi e laterali) lungo tragitti meno ripidi.
In sostanza, una buona funzione condiziona una buona forma e una buona forma contribuisce a migliorare l’efficienza e l’equilibrio del sistema.
Osservando la maturazione morfo -funzionale di queste bocche e il loro stato di salute si può’ rilevare che le determinanti intermedie (versanti cuspidali, curva di Spee e di Wilson) e le determinanti anteriori (OVJ - OVB canino e incisivo) tendono progressivamente a strutturarsi in un’occlusione bilanciata bilaterale (OBB).
Questo tipo di occlusione permette di ottenere due ulteriori vantaggi bio -meccanici che contribuiscono ancora di più’ all’equilibrio del sistema:
 - Garantire la protezione delle ATM mantenendo una situazione di “galleggiamento articolare” (nella statica della deglutizione e nella dinamica della masticazione).
- Aumentare le afferenze meccano-sensoriali che, provenendo da tutte e tre le aree funzionali (lavoro, bilanciamento e guida anteriore con chiusura dei circuiti propriocettivi), amplificano la quantità’ e la qualità’ dell’informazione neuro -sensoriale; questo si traduce clinicamente in un miglioramento dell’azione muscolare con movimenti ancora più ampi, più coordinati e senza di tensioni.
 In assenza di una efficace masticazione alternata e di una fisiologica usura è difficile riscontrare un processo di maturazione di questo tipo e ci si confronta il più delle volte con una biomeccanica di tipo verticale che si caratterizza, dal momento che il canino è l’unico protagonista della dinamica masticatoria, per la ridotta ampiezza edei movimenti eccentrici, per la scarsa efficacia della triturazione e per la mancanza di equilibrio.
Basterebbe osservare la filogenesi per capire che si tratta di uno schema occlusale che normalmente si riscontra solo in giovane età, salvo poi essere gradatamente soppiantato (in presenza di una funzione adeguata) da un’occlusione bilanciata.
Si tratta, a tutti gli effetti, di una patologia disfunzionale e viene da chiedersi il senso biologico delle strategie riabilitative in cui viene abitualmente proposto uno schema occlusale di tipo verticale, con discussione dei settori posteriori.
La disclusione  non elimina i precontatti e le interferenze perché se l’andamento del piano occlusale e la forma con la quale vengono montati e/o modellati i denti del manufatto non sono in accordo  con l’espressione funzionale rappresentata dai tragitti neuro -muscolari individuali di ogni Paziente, il sistema deve mettere in atto un compenso che, se da un lato cerca di evitare l’impatto traumatico, dall’altro comporta l’insorgenza di uno stress all’interno del sistema in grado di dare origine a una reazione a catena che ha come risultato uno squilibrio funzionale  e che può portare a danni strutturali a carico di una o più parti del meccanismo e alla comparsa di sintomatologia.
Si può assistere alla frattura dei manufatti e/o al cedimento dei tessuti di supporto dei pilastri protesici, siano essi naturali o implantari.
I ridotti movimenti traslatori si accompagnano a dei tragitti condilari più ripidi e la mancanza di mediazione del carico funzionale da parte delle componenti intermedie (prerogativa dell’OBB) non garantisce più la protezione delle determinanti posteriori rappresentate dalle articolazioni; il sistema neuro -muscolare lavora con movimenti poco coordinati e in presenza di una muscolatura distonica e in tensione.
L’anello più debole è quello che cede per primo.
L’utilizzo di materiali poco compatibili ad un processo di usura naturale rende ancora più ingravescenti le problematiche occlusali.
Tutti questi fattori concorrono a una generale inefficienza dell’organo della masticazione che trova il suo riscontro clinico in una restrizione e in una inabilità dei movimenti masticatori.
Questi Pazienti, infatti, spesso dichiarano di non riuscire a masticare bene nonostante l’incremento delle cuspidi e dei solchi; i soli movimenti verticali e la mancanza di sfregamento occlusale, infatti, annullano la capacità di sfibrare il cibo consentendo solo la possibilità’ di schiacciarlo quando le arcate si avvicinano alla massima intercuspidazione.
La mancanza di elaborazione di un bolo alimentare correttamente sminuzzato e insalivato sovraccarica il lavoro dell’apparato digerente e può essere ricollegata a molti disturbi digestivi apparentemente inspiegabili.
La strategia riabilitativa che utilizziamo, pur cercando sempre di raggiungere un buon risultato estetico, ha come obiettivo primario l’impostazione di una occlusione di tipo bilanciato e il raggiungimento di un buon equilibrio morfo - funzionale.
È impossibile impostare un’occlusione di questo tipo e una morfologia in accordo con la funzione senza la conoscenza del valore dei tragitti condilari.
La tecnica di cui ci avvaliamo è una registrazione intra -orale delle traiettorie neuro-artro-muscolari del Paziente attraverso delle placche di registrazione antagoniste abrasive; il loro trasferimento in articolatore (Dentatus ARL Planas) ci consente di individualizzare lo strumento e di poter mantenere in accordo le determinanti dell’occlusione con la dinamica funzionale del Paziente.
Devo sottolineare che questa tecnica, anche se da me personalmente ri-elaborata e perfezionata, prende spunto dagli insegnamenti e dal metodo utilizzato in protesi totale dal Prof. P. Planas.


VENERDÌ 03/04/2020

08.30 – 09.00 Registrazione partecipanti

09.00 – 09.20 Dr. Ivan Lendaro (EUROCCLUSION ITALIA)

Apertura lavori congressuali 

09.20 –10.00 Dr.ssa Francesca Milano
Le scelte terapeutiche dell’odontoiatra esperto in odontoiatria del sonno per il trattamento dell’OSAS

La Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS) è un disturbo respiratorio notturno ad altissima prevalenza. Si tratta di una patologia correlata ad un rischio aumentato di mortalità e di morbidità a causa delle variazioni di pressione intratoracica, dell’ipossiemia intermittente e della frammentazione del sonno, associati agli eventi ostruttivi. I dispositivi ad avanzamento mandibolare (Mandibular Advancing Devices, MAD) hanno un ruolo fondamentale nel trattamento dei pazienti affetti, per via della stretta relazione anatomo-funzionale tra la posizione della mandibola e la tendenza al collasso delle vie aeree, soprattutto quando l’ostruzione si verifichi in sede retrolinguale. Da qui nasce l’esigenza per l’odontoiatria di acquisire le competenze che permettono di fare uno screening tra i pazienti che abitualmente frequentano lo studio e di approfondire le sue conoscenze nell’ambito della fisiologia del sonno e dei disturbi respiratori ostruttivi nel sonno per poterli trattare efficacemente.


10.00 –10.40  Dr. Fabio Savastano
Analisi funzionale strumentale nella diagnostica e terapia ortodontica neuromuscolare


La diagnostica ortodontica Neuromuscolare si basa su concetti fisiologici oggettivi acquisiti mediante apparecchiature bioelettriche come l'elettromiografo di superficie la Kinesiografia Craniomandibolare. Lo studio della cinematica mandibolare e della funzione muscolare ci permette di pianificare una terapia ortodontica basata sulle richieste fisiologiche individuali, infine riducendo la possibilità di recidiva.

10.40 – 11.20 Dr. Ivan Lendaro
Function Driven Orthodontics and the use of gum metal wire in multiloop therapy

L’ortodonzia fissa dell’adulto viene sempre vista come una metodica meccanica volta ad allineare i denti ma completamente scollegata dalla funzione.
In questa relazione vedremo invece come, anche con l’ortodonzia fissa, possiamo anzi dobbiamo parlare di funzione; da qui il titolo: Function Driven Orthodontics nel quale viene sviluppata una sistematica ortognatodontica function-based.
La tecnica multiloop del prof Sato permette un approccio ortopedico ortodontico con una visione funzionalista anche nel paziente a fine crescita.
La possibilità oggi di semplificare questa tecnica mediante il nuovo filo Gum Metal associato ad attacchi autoleganti ha permesso inoltre di semplificare notevolmente la tecnica pur mantenendone la straordinaria efficacia in casi estremamente complessi da gestire.

11.40 – 13.00 Dr. Giorgio De Luca e Dr. Riccardo Ammannato
La Index Technique: il ripristino funzionale ed estetico nella dentizione usurata

Lo sviluppo e l’affidabilità dei sistemi compositi adesivi ha offerto ai clinici un’ulteriore opzione per la gestione della perdita di tessuto dentale di superfice. I pazienti con usura dei tessuti duri minima, moderata e grave, nei settori posteriori e anteriori, possono essere trattati sulla base dell’applicazione dei restauri adesivi in composito minimamente invasivi. Questa relazione presenta la “index technique”, un nuovo approccio molto conservativo per la gestione della dentizione usurata. La tecnica permette un trattamento puramente additivo senza sacrificare il tessuto duro dentale sano residuo. Segue i principi della bioeconomia (massima conservazione del tessuto sano) e del rinforzo della struttura dentale residua. Questa relazione, attraverso la index technique, propone un approccio rapido e conservativo per la pianificazione e gestione di un trattamento adesivo full-mouth in tutti i casi di dentizione usurata. Questa tecnica, attraverso il concetto del “copia e incolla”, si basa sull’applicazione del composito direttamente sulla superfice del dente mediante una mascherina trasparente realizzata dalla ceratura full-mouth dopo un incremento della dimensione verticale occlusale (OVD) inizialmente pianificato.

14.00 – 15.20 Dr.ssa Linda D’Onofrio
How oral motor impacts articulation & language development
(traduzione consequenziale)

Over the past 40 years in the field of speech language pathology, there has been an understanding that articulation and language development was an innate neurolinguistic experience and that any notion it might be a muscular-structural experience was silenced by the lack of research in this area. However, clinicians working with special populations, swallowing, and postural disorders have always understood that boney and muscular support are required for stable behavior. Research in oromyofunctional therapy has progressed beyond speech sounds to more critical symptoms like breathing, sleep, and facial development. This brief presentation moves beyond the debate over whether or not “oral-motor” influences speech, to outline exactly how oral function impacts articulation and language development.

15.20 – 16.00 Dr. Riccardo Rosati
Masticazione e deglutizione. Moderni approcci nella misurazione elettromiografica di gesti fondamentali

La valutazione strumentale della funzione muscolare aiuta clinici e ricercatori a quantificare la coordinazione muscolare durante un atto motorio. Tramite elaborazione del segnale elettromiografico è possibile quantificare impegno, tempistiche ed antagonismi dei muscoli masticatori e del pavimento orale. Una adeguata tecnica di normalizzazione del segnale sEMG rende affidabile la misurazione funzionale fornendo indici numerici per studiare, monitorare ed intervenire sulla funzione orale del Paziente in modo consapevole.

16.30 – 17.10 Dr.ssa Mariagrazia Piancino
L’influenza della masticazione sull’ippocampo e sulla memoria, in età evolutiva e durante l’invecchiamento. L’importanza della terapia ortognatodontica precoce e funzionalizzante.

Lo studio delle malocclusioni e della loro relazione con la funzio­ne masticatoria è materia di interesse odontoiatrico e medico in generale. Se si considera che le malocclusioni si instaurano in età evolutiva, ovvero durante lo sviluppo psico-fisico del bambino, la complessità e l’importanza dell’argomento risultano evidenti.
L’obiettivo della relazione è la realizzazione di un percorso logico dalla etiopato­genesi delle malocclusioni all’impostazione di un piano terapeuti­co coerente con la diagnosi. Sulla base della conoscenza della funzione, sarà facile e logico com­prendere l’interdipendenza tra genetica e funzione e l’influenza che ne deriva sullo sviluppo cranico, posturale e cognitivo. Infatti, la ricerca ha recentemente aperto nuovi orizzonti sul ruolo della funzione masticatoria sui neuroni dell’ippocampo e di conseguenza sulla memoria e sull’attività cognitiva, sia in fase di sviluppo che di invecchiamento, ad ulteriore conferma dell’unità psico-fisica dell’uomo.

17.10 – 18.00 Dr. Stefano Di Vecchio
Indicazioni ad un nuovo metodo nella riabilitazione della deglutizione in età pediatrica e non. Considerazioni pratiche nella clinica quotidiana.

18.00 – 18.40 Dr.ssa M.J Deshayes
New support for functional modern treatments of craniofacial asymmetries. In terms of growth guidance, our experience demonstrates that a new cranial rebalancing has to be achieved before the eruption of the first permanent molar (at 6 years of age)

If we think of “development” in terms of early changes in morphology of the TMJ, this brings us to the developmental basis of the production of structure. We see the earliest connections occurring between muscle and bony structure (particularly the glenoid cavity). Unfortunately, if asymmetry is yet set up, both skeletal and muscular asymmetry operate jointly. Consequently, as soon as possible, mixing Orthopedics and Functionnal monitoring is required in order to create a sort of new “driving force” which will operate on the cranial pattern. 

18.40 – 19.20 Dr.ssa Barbara Barbierato
Occlusione e dislessia: quale relazione?

La dislessia è l’incapacità di leggere facilmente nonostante un quoziente intellettivo normale o sopra la media. È frequentemente associata a disgrafia, disortografia e discalculia.
Nonostante la dislessia, così come i disturbi associati, sia comunemente considerata un disturbo dell’apprendimento, è stato scientificamente dimostrato che nella maggior parte dei casi il meccanismo che la sottende è un disturbo di linguaggio.
Il linguaggio (o lingua, language, langue) è una funzione umana altamente cognitiva, grazie alla quale gli esseri umani esprimono e condividono con i loro simili pensieri ed emozioni attraverso l’uso di simboli convenzionalmente stabiliti. Tali simboli posso essere di diversa natura: suoni articolati con la bocca, gesti prodotti con le mani e/o con il corpo (lingua dei segni) o anche segni grafici come lettere, numeri, geroglifici, ecc.
Nonostante, quindi, i linguaggi (o lingue) esistano in diverse forme (linguaggio verbale, linguaggio scritto, lingua dei segni, linguaggio matematico, ecc.), essi hanno tutti in comune il fatto di essere basati su una rappresentazione simbolica.
Le difficoltà di lettura e scrittura si fanno notare solitamente nei primi anni di scuola, ma è ben noto che la dislessia si manifesta spesso in soggetti che hanno avuto in precedenza un ritardo di sviluppo o un disturbo di linguaggio in uno stadio precoce.
Secondo i più recenti dati scientifici lo sviluppo del linguaggio nel bambino è altamente correlato alla propriocezione orale e alle capacità di controllo motorio centrale degli organi articolatori: mandibola, lingua, labbra, velo palatino.
La malocclusione dentaria, così come la presenza di frenuli linguali e labiali alterati, costituendo una restrizione biomeccanica alla libertà di movimento degli organi articolatori, altera il fisiologico processo di articolazione della parola sia a livello periferico sia a livello neuromotorio centrale, costituendo la base non solo di eventuali disturbi di sviluppo fonetico nel bambino, ma anche, ad un livello più elevato, di disturbi della rappresentazione simbolica (o disturbi di linguaggio o disturbi fonologici), di cui la dislessia e i quadri ad essa correlati fanno parte.